L’aperitivo “apiciano” secondo Masterchef e la Cripta della chiesa del Santo Sepolcro

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l’entrata della Cripta
©elisabettaguida

22 settembre- Sinceramente non mi è proprio piaciuto.

Mi spiego

La Cripta . ©elisabettaguida

Nella mattina del 20 settembre c’è stata la conferenza stampa di presentazione de “l’aperitivo apiciano firmato masterchef” all’interno della Cripta della Chiesa del Santo Sepolcro. Luogo magico -pare che il pavimento abbia circa 2000 anni- e interessante l’iniziativa. Lo scopo di questi aperitivi è raccogliere denaro per la ristrutturazione di alcune parti della chiesa di San Satiro. Finalmente, mi verrebbe da dire.

©elisabettaguida

il pavimento della Cripta. ©elisabettaguida

E non solo, perché invece di chiedere soldi pubblici (sebbene non credo sia questo il caso, essendo di proprietà della chiesa. O almeno mi auguro che la Repubblica non dia soldi a beni ecclesiastici) hanno deciso di pensare senza muri mentali e offrire un servizio. Ma anche per la possibilità di far “vivere” l’arte che queste aperture serali danno.

Senonché ho trovato di poco gusto l’avere utilizzato il nome Apicio, come fosse miele per le api.

il soffitto della Cripta. ©elisabettaguida

Visto che non si tratta delle ricette riviste, del famoso chef romano ma proprio di altro. Nonostante il comunicato stampa reciti: “Valerio Braschi (…) propone la sua versione delle ricette del gastronomo romano Apicio”.

Incuriosita da queste parole durante la conferenza stampa ho posto la domanda diretta allo chef. Esattamente quale fosse la ricetta corrispondesse delle ricette di Apicio che aveva rieditato per il piatto che aveva preparato per l’occasione. (Avevo già pensato di metterlo come attacco all’articolo) Ma Braschi mi ha risposto: nessuna!? L’unica cosa che ha fatto è stata usare come materie prime ingredienti che forse potevano essere comprati anche nell’antica Roma.

Dunque quale sarebbe, questa, “sua versione”, rispetto ad Apicio?   Elisabetta Guida

 www.criptasansepolcromilano.it

 

 

 

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