“Frida Kalo, oltre il mito”. Tutto sulla mostra

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(c)elisabettaguida

1 febbraio 2018- “Frida Kahlo, oltre il mito” è il frutto di 6 anni di lavoro ufficiale, perché poi c’è tutta la vita che Diego Sileo, il curatore, ci ha messo, da quando, a 16 anni, la sua professoressa di spagnolo gli ha fatto incontrare questa artista.

Nina con la collana. (c)elisabettaguida

Beh, è la passione che muove il mondo. E quella per Frida, Diego Sileo, la condivide con molti. Per primi, i collezionisti che gli hanno dato fiducia ed hanno dato in prestito le loro opere.  A proposito in conferenza stampa s’è parlato del dipinto “Nina con la collana”. Un quadro che fu dato in prestito solo per una mostra negli anni sessanta poi mai più per via di alcuni problemi sorti. Ma c’è al Mudec. Oltre alle opere provenienti dai musei messicani e internazionali per prima volta in Italia. E certo la star di “Frida Kahlo, oltre il mito”: l’archivio.

(c)elisabettaguida

Non voglio scrivere l’agiografia di Diego Sileo ma “Frida Kahlo, oltre il mito” è la “sua mostra. Tanto per dire è stato l’unico italiano ad essere stato nella commissione di studio a Casa Azul, a seguito dell’apertura del bagno privato di Frida. Ed è stato curiosissimo sapere che avevano trovato un quadro addirittura dietro una libreria.

(c)elisabettaguida

Ma al di là (altri segreti saranno in cronaca durante la conferenza, aperta al pubblico del prossimo 10 maggio: “Le apparenze ingannano. L’archivio segreto di Frida Kahlo raccontato e svelato”), al MudecFrida Kahlo emergerà attraverso 4 grandi temi: la donna (per esprimersi usò anche il suo corpo); la terra (il suo rapporto con il Messico, con la natura, la caducità della vita); la politica (e  qui bisogna aprire una bella parentesi, perchè durante la conferenza stampa più d’uno in riferimento a Frida Kahlo ha usato la parola: resilienza. A dirla con Sileo, Frida era una donna arrabbiata; arrabbiata col suo destino.

(c)Columnarota. L’immagine è una cortesia dell’ufficio stampa

Diego Rivera (c)elisabettaguida

Questo però non l’ha portata ha ad un atteggiamento dimesso: ha reagito, ha cercato di risolvere la situazione. A un certo punto lascia Diego, non s’arrende mai al letto d’ospedale, invece di lasciarsi andare alla tristezza disegna. C’è una lettera in cui scrive quanto soffre ma alla fine scrive: “la vita comincia domani”).  Infine: il dolore.

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Che a scriverlo sembra un po’ il solito piatto mondo dei curatori, ma credetemi: no. Sembra davvero di entrare nella vita di Frida Kahlo. Elisabetta Guida

 

 

 

 

 

 

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