Conviviando. Il mio punto di vista

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“Elegance”, la stanza ispirata al film “Coco Chanel & Igor Stravinsky”. (c)elisabettaguida- divieto di ripubblicazione

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Cinzia Felicetti durante la conferenza stampa di apertura di Conviviando. (c)elisabettaguida- divieto di ripubblicazione

29, I, 2018-  Giovedì 25 gennaio è stato una mattinata piena di conferenze stampa. Ma Conviviando, una mostra che avrebbe dovuto raccontare la tavola dal barocco ai giorni nostri, sembrava una bella occasione per vedere un po’ di belle porcellane e saperne di più. Riuscire a sentire l’intervento Cinzia Felicetti direttore di Marie Claire Maison -curatrice della mostra, promossa e prodotta dal Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale e Homi, il salone degli stili di vita di Fiera Milano- è stata una corsa (vera) ma ce l’ho fatta. La Signora aveva un bel piglio ed ha calamitato l’attenzione di tutti.

Ah  dimenticavo: l’espediente per tenere insieme “la trama” è stato il cinema, cioè far succedere le epoche e gli stili di vita condensandole in una serie di storie. Perché  la tavola è “una metafora dell’esistenza” (cito dal comunicato stampa).

Ma tornando alla mattina incriminata. Cinzia Felicetti durante l’intervento ha parlato, tra l’altro, della tavola dedicato seicento “Baroque”, una mise en place ispirata al film Vattel. La storia del  maestro cerimoniere che per l’arrivo del Re Sole alla Corte del Principe Condè fu la regia di ogni pranzo e festa.

Cinzia Felicetti, durante la Conferenza Stampa di apertura di Conviviando. (c) elisabettaguida- divieto

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Ma quando l’ho vista e mi è suonata strana. La guardavo e pensavo c’è qualcosa che non va, gli occhi erano tutti per il fastoso centro tavola, eppure quando indugiavo sul resto… non so… come se mancase qualcosa . Forse le posate?

Posate Francesi tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600. (c)Victoria&AlbertMuseum

Posate francesi, di Saint Cloud datate tra il 1740 e il 1750. (c)Victoria&AlbertMuseum

Ho fatto una piccola ricerca sul sito del Victoria ed Albert Museum di Londra e la forma delle posate in Francia tra la fine del 1500 all’inizio del 1700 (sono stata un po’ larga per cercare di avere un’idea più precisa) avevano una forma assai diversa. Però non sono un curatore né sono stata alla corte del principe Condé. Mi sarebbe piaciuto saperne di più di piatti e bicchieri, ho cercato nella cartella stampa ma trovato  solo l’ elenco delle societ partner (Gianfranco Ferre Home, Alessi, Fratelli Guzzini, Ganci Argenterie, Laduree ecc, ecc, nessun museo, nessun riferimento ai collezionisti privati).

“Rococo” la tavola ispirata al film Marie Antoinette

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E a proposito di mise en place, a Versailles, qualche anno fa (forse nel 2015? ma non ci giurerei) è andata in scena  “Les Tables Royales”.  E a  guardare quel che resta delle fotografie messe a disposizione ai media, e sulle pagine web della manifattura di Sevres o della collezione “in linea” di Versailles mancano le ceramiche  e i  bicchieri della tavola dedicata al Rococo!

una delle tavole che furono in esposizione per “Les tables royales” alla Reggia di Versailles (c)chateaudeversailles

Chiaro Cinzia Felicetti si è basata sul film “Marie Antoinette” di Sophia Coppola ma mi ero convinta che avrei visto almeno un pezzo di queste antiche porcellane. La delusione è stata ancora più forte perché la scenografia era perfetta, frivola, stuzzicosa, d’impatto e dava l’atmosfera di una vita alla“Fragonard” con torte e macarons sparsi qui e là.

Tavola art deco, ispirata al “grande Gatsby”

Sarà stata l’aspettativa, sarà che è una mostra a Palazzo Reale.  Bastava che dicessero che si sarebbe trattato di una versione quasi d’oggi (con qualche eccezione mano a mano che gli allestimenti si facevano più vicine al nostro tempo)  della mise en place nel corso dei secoli. Totale, per la maggior parte degli allestimenti ho percepito quella sensazione di “mancanza”. Unica eccezione la mise en place dedicata all’Art-Deco.

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L’allestimento ispirato al film “il Grande Gatzby”, mi ha davvero portato via: una macchina del tempo che mi ha catapultato in quegli anni, a quel pranzo.

La tavola ispirata al film “Il gattopardo”

Però, alla fine di Conviviando non saprei… andate e raccontatemi voi… perché si sa, tutto l’intorno è filtrato da un ciclone di emozioni che spesso hanno poco a che fare con quello ci si trova davanti.

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Dunque, propongo che facciate come Leibniz, un filosofo chi interessava un po’ a tutto. E all’epoca in cui viveva tra 1600 e il 1700, gli alchimisti andavano dicendo che potevano fare meraviglie, addirittura magie. Così s’è messo a studiare, ma più studiava più le cose diventavano confuse. Allora fece un esperimento, parafrasò alcuni dei pezzi più incomprensibili gli capitarono in una lettera che mandò ad una società alchimista. Il risultato fu a detta di Leibniz incomprensibile. Senonché gli alchimisti si complimentarono per la profonda erudizione egli offrirono anche un lavoro. Da qui capì non era caso di continuare con l’alchimia.

Eclectic, la tavola ispirata a “A single man”. (c) elisabettahuida- divieto di ripubblicazione

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Sempre vedere di persona prima di giudicare. Elisabetta Guida

Conviviando, fino al 15 febbraio a Palazzo Reale, a Milano. Ingresso Gratuito

“Modern” la tavola ispirata a “Io sono l’amore”. (c)elisabettaguida -divieto di ripubblicazione

 

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