21, 22, 23 settembre, al Museo del Novecento, le performances di Simone Forti. Il movimento & la danza

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©elisabettaguida

Simone Forti  a sinistra e la curatrice ©elisabettaguida

Il 21, 22 e il 23 settembre prende il via, al Museo del novecento a Milano, il primo appuntamento della rassegna Furla Series “Time after time, Space after Space, dedicata alla Performance.

Cloths. ©elisabettaguida

Un mondo al confine tra danza, scultura e movimento.

Si comincia con Simone Forti una coreografa e attualmente uno dei punti di riferimento della danza post-moderna.  Si tratta di 4 performance scelte tra quelle che hanno creato “la svolta” e riassunte sotto il titolo “to play the flute”.

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Sono: Huddle, presentata per la prima volta nello studio di Yoko Ono a New York nel 1961; Censor; Cloths realizzzata nel 1967 alla School of Visual Arts sempre nella grande mela; Sleepwalkers che sarà interpretato da Claire Filmon e che fu eseguita per la prima volta alla Galleria l’attico di Roma.

In ognuna lo studio del movimento, spesso associato al suono e combinato con azioni e cose.

Ma è il movimento l’attore principale, il mezzo per investigare l’essere, l’individualità senza sovrastrutture scevra da qualunque condizionamento.

Huddle. ©elisabettaguida

E se gli oggetti e l’azione rappresentano il mondo, il suono è la prima interazione con l’altro da noi, quella più pura.

Ho avuto l’opportunità, dopo la conferenza la stampa di assistere alle prove di Huddle, Censor e Cloths. E’ stata una catarsi (almeno quello che ho sentito io), come se di fronte avessi avuto uno specchio che avesse riflesso me. Non che fosse qualcosa di particolare, la perfetta calzata di una situazione: è per l’assoluto che si respira.

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Per esempio in cloths: 3 tele nere dietro cui si nascondono 3 attori. Cantano canzoni mentre sulle tele vengono appoggiati strati di stoffa. Una di loro racconta di un soldato morto in guerra, della donna che lo amava. Penserete la solita banalità, ma niente affatto, perché protagonista è il dolore, così come è. Intendo quella sensazione…  sapete … quando è come se sul cuore piovesse cenere. Una pioggia eterna che non si ferma mai,  lentamente copre il cielo e i colori, e va avanti anche quando il cuore smette di battere. Poi l’esterno, il mondo come ci vuole, noi indossiamo una maschera per non pensare..

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Oppure Censor, lo scontro tra il suono di una pentola piena di chiodi e una canzone intonata. Il risultato è qualcuno che sa com’è vivere in un mondo completamente disinteressato, dove di fronte si ha comunque e sempre un muro invalicabile. To Play the Flute è un luogo in cui ci si sente capiti. Elisabetta Guida

Simone Forti. To Play the Flute
21, 22, 23 settembre 2017
Sala Fontana, Museo del Novecento
Orari: primo ingresso ore 18.30, con inizio performance ore 19; secondo ingresso ore 20.00 con inizio performance ore 20.30

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

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