Abitare il deserto

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(C)AlexanderVertikoff, fair use

E se il vento fosse un gentiluomo, la sabbia una dama e le dune nient’altro che abiti che si muovono su corpi che danzano? Potrebbe essere, se si considera che la maggior parte degli abitanti del deserto sono esseri notturni.

(C)AlexanderVertikoff, fair use
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Allora  per immaginarsi una casa in questo ambiente, l’ideale potrebbe essere quella in cui vedere scorrere il giorno come fosse un pomeriggio tiepido, inondato di luce, accarezzato dalla brezza; magari trascorso in piscina. Lo studio Kendle Design Collaborative ha pensato a uno specchio d’acqua affacciato sulle montagne, alle sue spalle una villa silenziosa e invitante. A cominciare dalla forma del tetto a copertura variabile, ispirato al movimento delle placche tettoniche e alla formazione dei monsoni.  Per passare alle pareti, elementi stratificati di terra compatta, metallo, cemento e vetro. E finire con l’idea di posizionare  la struttura interna di camere e passaggi in modo che sia illuminata dalla luce naturale e attraversata dall’aria-

(C)BillTimmerman, Fair use
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Oppure, allo stesso modo, sarebbe perfetto un rifugio trasformato in casa. Wendell Burnette Architects ha costruito una piccola dimora a 2453 piedi di altezza, qualcosa di assolutamente autosufficiente con le pareti e il tetto che raccolgono energia ed acqua.

Perché in definitiva, dipende sempre dal carattere di chi scheglie. Elisabetta Guida